Elezioni Comunali Roma 2027: quando si vota, come si vota
Quasi superfuo dirlo: le elezioni comunali di Roma rappresentano uno degli appuntamenti politici più importanti del panorama italiano. E allora, senza indugi, andiamo a vedere di che si tratta da un punto di vista tecnico e politico.
Oltre a eleggere il Sindaco della Capitale e rinnovare il Consiglio comunale, il voto coinvolgerà anche i 15 Municipi di Roma, chiamati a scegliere il proprio Presidente e il relativo Consiglio.
Sebbene la data ufficiale non sia ancora stata fissata, il percorso verso le amministrative è già iniziato: i partiti stanno definendo strategie e alleanze, mentre iniziano a circolare i primi nomi dei possibili candidati.
Elezioni Comunali Roma 2027: quando si vota?
Salvo modifiche normative o scioglimenti anticipati del Consiglio comunale, le prossime elezioni amministrative di Roma si svolgeranno nella primavera del 2027.
La data sarà stabilita con un decreto del Ministero dell’Interno, ma il voto dovrebbe tenersi tra il 15 aprile e il 15 giugno 2027, in base a quanto previsto dal D.Lgs. 267/2000 (TUEL), che stabilisce lo svolgimento delle elezioni in una domenica compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno dell’anno di scadenza del mandato. Come noto, Le precedenti elezioni comunali si sono tenute nell’autunno del 2021, in un periodo ancora condizionato dall’emergenza Covid-19, che aveva comportato uno slittamento del calendario elettorale rispetto alla consueta finestra primaverile. Tale posticipo ha reso necessario un adeguamento delle scadenze istituzionali e una proroga tecnica del mandato, attuato con la circolare del 6 dicembre 2024 del Ministero dell’Interno, al fine di riallineare il ciclo elettorale previsto dal TUEL e riportare progressivamente le consultazioni amministrative nel periodo ordinario.
Nel caso in cui nessun candidato Sindaco ottenga la maggioranza assoluta dei voti validi al primo turno, si tornerà alle urne per il ballottaggio, di svolgersi due settimane dopo tra i due candidati più votati.
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Chi sono i candidati?
Ad oggi l’unica candidatura politicamente definita è quella del sindaco uscente Roberto Gualtieri. Nell’ottobre 2025 il Sindaco Gualtieri aveva già confermato pubblicamente la volontà di concorrere per un secondo mandato, sostenendo che il progetto avviato per trasformare Roma richieda un orizzonte di dieci anni. Attorno alla sua ricandidatura il centrosinistra sta progressivamente consolidando una coalizione ampia: Sinistra Italiana ha già confermato il proprio sostegno, mentre Azione ha aperto alla possibilità di un accordo già dal primo turno e anche Italia Viva guarda con interesse a un’intesa.
Nel centrodestra, invece, non è stato ancora individuato un candidato unitario. Il nome emerso più recentemente è quello del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, indicato dalla coordinatrice romana di Forza Italia Luisa Regimenti come una possibile «ottima scelta». Piantedosi, in ogni caso, non ha finora manifestato pubblicamente la propria disponibilità a correre per il Campidoglio.
Tra i nomi interni a Fratelli d’Italia continua a essere considerato soprattutto quello di Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e storico esponente della destra romana, che si è detto disponibile alla candidatura. La sua eventuale discesa in campo dipenderà però dalle decisioni della leadership nazionale e dagli equilibri tra i partiti della coalizione. Un’altra ipotesi interna a FdI è Roberta Angelilli, vicepresidente della Regione Lazio. Anche in questo caso, però, non risultano annunci ufficiali né una sua esplicita disponibilità alla candidatura.
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Come si vota? La legge elettorale per il comune
A Roma, al pari degli altri comuni sopra i 15mila abitanti, la disciplina di riferimento per il funzionamento delle elezioni è contenuta nel Testo Unico sugli Enti Locali (TUEL). Il meccanismo è dunque comune in tutta Italia: al primo turno il Sindaco è eletto a maggioranza assoluta dei voti validi (50%+1). Qualora nessun candidato raggiunga questa soglia, si procede a un turno di ballottaggio tra i due candidati più votati, due settimane dopo il primo voto.
Si prevede il voto disgiunto tra candidati Sindaco e liste ed è possibile esprimere una doppia preferenza (di genere alternato). In caso di elezione al primo turno, le liste a supporto del Sindaco eletto ricevono il 60% dei seggi in Consiglio comunale, fatti salvi due casi opposti:
- Le liste hanno ottenuto, nella ripartizione proporzionale, più del 60% dei seggi.
- Le liste hanno ottenuto meno del 40% dei voti. Caso molto raro, ma che si potrebbe verificare qualora ci sia una forte tendenza al voto disgiunto o voto al solo candidato Sindaco.
Anche le liste che sostengono il Sindaco eletto al secondo turno sbloccano il 60% dei seggi, con gli stessi distinguo riportati in precedenza. Esiste una soglia di sbarramento del 3% per le liste inserite in una coalizione che non abbia superato questa percentuale di voti.
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Come si vota? La legge elettorale per i municipi
Roma è suddivisa in 15 Municipi, numerati dal I al XV: ciascuno conta in media oltre 186 mila abitanti, una popolazione paragonabile a quella di un capoluogo di provincia. Il più grande, il Municipio VII, supera i 311 mila residenti, mentre il più piccolo, il Municipio VIII, ne conta poco più di 127 mila.
I territori sono generalmente identificati come: Municipio I Roma Centro; II Parioli-Nomentano; III Montesacro; IV Tiburtina; V Prenestino-Centocelle; VI Roma delle Torri; VII Appio-Latino, Tuscolano e Cinecittà; VIII Appia Antica, comprendente Garbatella e Ostiense; IX Eur; X Ostia e litorale romano; XI Arvalia-Portuense; XII Monte Verde; XIII Aurelio; XIV Monte Mario; XV Cassia-Flaminia.
Il Presidente è scelto direttamente dagli elettori con un sistema analogo a quello previsto per il Sindaco: viene eletto al primo turno chi ottiene la maggioranza assoluta dei voti validi; qualora nessun candidato superi questa soglia, si svolge il ballottaggio tra i due più votati. Ogni Consiglio municipale è composto dal Presidente e da 24 consiglieri. È possibile votare soltanto il candidato Presidente, una lista collegata oppure esprimere un voto disgiunto; per il Consiglio si possono indicare fino a due preferenze, scegliendo candidati di genere diverso appartenenti alla stessa lista.
La situazione politica nei municipi
Anche sul piano politico, la partita municipale avrà un peso rilevante. Nel 2021 il centrosinistra conquistò 14 Municipi su 15, mentre il centrodestra riuscì ad affermarsi soltanto nel VI Municipio delle Torri, eleggendo Nicola Franco. La coalizione che sostiene Roberto Gualtieri partirà quindi da una posizione di forza, ma dovrà gestire un complesso equilibrio tra continuità amministrativa, richieste dei partiti e possibile allargamento dell’alleanza.
In molti territori i presidenti eletti nel 2021 possono puntare alla riconferma. La discussione interna al centrosinistra si concentra però soprattutto su cinque Municipi: II, VI, VIII, X e XV. Nel II Municipio Francesca Del Bello ha raggiunto il limite dei due mandati; la stessa situazione riguarda Amedeo Ciaccheri nell’VIII. Nel X Municipio Mario Falconi potrebbe non ricandidarsi, mentre nel XV Daniele Torquati potrebbe scegliere di concorrere per l’Assemblea capitolina. Il VI rappresenta, come detto, l’unico territorio da sottrarre al centrodestra.
È proprio attorno a queste caselle che si stanno costruendo gli equilibri della futura coalizione, come ricostruito da Roma Today. Nel II Municipio è circolato il nome del consigliere capitolino di Italia Viva Valerio Casini. Nell’VIII, tradizionalmente molto forte per il centrosinistra, Sinistra Civica Ecologista punta a garantire continuità all’esperienza di Ciaccheri, mentre una parte del Partito Democratico rivendica la possibilità di esprimere il prossimo candidato.
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