Elezioni Comunali Napoli 2027: quando si vota, come si vota
Napoli si prepara a tornare alle urne per eleggere il Sindaco, rinnovare il Consiglio comunale e scegliere i Presidenti e i Consigli delle dieci Municipalità. Il sindaco uscente, Gaetano Manfredi, ha già confermato la propria ricandidatura.
La campagna elettorale è quindi già iniziata. Ma quando si voterà? Che altri candidati sono in campo?
In questo articolo puoi trovare tutte le principali notizie: data del voto, situazione politica e sistema elettorale.
Elezioni Comunali Napoli 2027: quando si vota?
Le prossime elezioni comunali di Napoli si svolgeranno nella primavera del 2027. La data esatta sarà stabilita con il decreto di convocazione dei comizi elettorali. In base alla disciplina ordinaria, le elezioni amministrative si tengono in una domenica compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno: il primo turno delle elezioni milanesi dovrebbe quindi ricadere all’interno di questa finestra, come previsto dal D.Lgs. 267/2000 (TUEL).
Napoli aveva votato il 3 e 4 ottobre 2021, durante la finestra elettorale straordinaria introdotta a causa del Covid-19. Tale posticipo ha reso necessario un adeguamento delle scadenze istituzionali e una proroga tecnica del mandato, attuato con la circolare del 6 dicembre 2024 del Ministero dell’Interno, al fine di riallineare il ciclo elettorale previsto dal TUEL e riportare progressivamente le consultazioni amministrative nel periodo ordinario.
Nel caso in cui nessun candidato Sindaco ottenga la maggioranza assoluta dei voti validi al primo turno, si tornerà alle urne per il ballottaggio, di svolgersi due settimane dopo tra i due candidati più votati.
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Chi sono i candidati?
Il centrosinistra
Il primo candidato ufficialmente in campo è il sindaco uscente Gaetano Manfredi. Già da qualche tempo ha confermato la volontà di concorrere per un secondo mandato, allontanando le ipotesi relative a un possibile futuro incarico nazionale. Manfredi punta nuovamente a costruire una coalizione ampia, capace di comprendere Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, forze riformiste, cattoliche e civiche.
La costruzione del cosiddetto campo largo non sarà però automatica. Le forze della coalizione dovranno trovare un equilibrio sulla composizione delle liste, sul programma e sulle candidature nelle Municipalità. Potere al Popolo, che ha contestato duramente l’attuale amministrazione, appare invece orientato verso un percorso autonomo insieme a Luigi de Magistris.
Proprio Luigi de Magistris, già Sindaco di Napoli dal 2011 al 2021, ha confermato la propria ricandidatura. L’ex primo cittadino ha annunciato che presenterà ufficialmente il progetto nell’ottobre 2026 e che lavorerà alla costruzione di una coalizione “civica e popolare”, alternativa sia al campo largo di Manfredi sia al centrodestra.
La candidatura di de Magistris potrebbe raccogliere il sostegno di Potere al Popolo, di Autonomia Napulitana e di altre realtà civiche e territoriali. L’obiettivo dichiarato è riattivare una parte dell’elettorato che aveva sostenuto le sue precedenti amministrazioni e che oggi non si riconosce nella coalizione guidata da Manfredi.
Il centrodestra
Nel centrodestra, invece, il candidato non è stato ancora scelto. Nei mesi scorsi erano circolati soprattutto i nomi di Gennaro Sangiuliano, già ministro della Cultura e attuale esponente di primo piano di Fratelli d’Italia in Campania, e di Fulvio Martusciello, europarlamentare e coordinatore regionale di Forza Italia. Nessuno dei due ha però formalizzato la propria candidatura a Palazzo San Giacomo.
La linea emersa più recentemente è quella di individuare un profilo civico e radicato nella città. Fulvio Martusciello ha proposto la creazione di una consulta composta da rappresentanti della società civile vicini al centrodestra, incaricata di selezionare un nome da sottoporre successivamente ai partiti della coalizione. La scelta definitiva resta quindi ancora aperta
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Come si vota? La legge elettorale per il comune
A Napoli, al pari degli altri comuni sopra i 15mila abitanti, la disciplina di riferimento per il funzionamento delle elezioni è contenuta nel Testo Unico sugli Enti Locali (TUEL). Il meccanismo è dunque comune in tutta Italia: al primo turno il Sindaco è eletto a maggioranza assoluta dei voti validi (50%+1). Qualora nessun candidato raggiunga questa soglia, si procede a un turno di ballottaggio tra i due candidati più votati, due settimane dopo il primo voto.
Si prevede il voto disgiunto tra candidati Sindaco e liste ed è possibile esprimere una doppia preferenza (di genere alternato). In caso di elezione al primo turno, le liste a supporto del Sindaco eletto ricevono il 60% dei seggi in Consiglio comunale, fatti salvi due casi opposti:
- Le liste hanno ottenuto, nella ripartizione proporzionale, più del 60% dei seggi.
- Le liste hanno ottenuto meno del 40% dei voti. Caso molto raro, ma che si potrebbe verificare qualora ci sia una forte tendenza al voto disgiunto o voto al solo candidato Sindaco.
Anche le liste che sostengono il Sindaco eletto al secondo turno sbloccano il 60% dei seggi, con gli stessi distinguo riportati in precedenza. Esiste una soglia di sbarramento del 3% per le liste inserite in una coalizione che non abbia superato questa percentuale di voti.
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Come si vota? La legge elettorale per i municipi
Contestualmente al Sindaco e al Consiglio comunale, i cittadini napoletani eleggono il Presidente e il Consiglio della Municipalità nella quale risiedono. Ogni Consiglio è composto dal Presidente e da 30 consiglieri.
Il sistema elettorale presenta una differenza importante rispetto a quello comunale: l’elezione del Presidente della Municipalità avviene in un unico turno. Viene quindi eletto il candidato che ottiene il maggior numero di voti, anche senza raggiungere la maggioranza assoluta. Non è previsto il ballottaggio ed è escluso il voto disgiunto tra candidato Presidente e lista.
L’elettore può indicare fino a due preferenze per i candidati al Consiglio della Municipalità, purché appartengano alla stessa lista e siano di genere diverso. La coalizione collegata al Presidente eletto può beneficiare del premio di maggioranza previsto dal regolamento.
Napoli è suddivisa in dieci Municipalità:
- Municipalità 1: Chiaia, Posillipo e San Ferdinando;
- Municipalità 2: Avvocata, Montecalvario, Mercato, Pendino, Porto e San Giuseppe;
- Municipalità 3: Stella e San Carlo all’Arena;
- Municipalità 4: San Lorenzo, Vicaria, Poggioreale e Zona Industriale;
- Municipalità 5: Arenella e Vomero;
- Municipalità 6: Barra, Ponticelli e San Giovanni a Teduccio;
- Municipalità 7: Miano, San Pietro a Patierno e Secondigliano;
- Municipalità 8: Chiaiano, Piscinola-Marianella e Scampia;
- Municipalità 9: Pianura e Soccavo;
- Municipalità 10: Bagnoli e Fuorigrotta.
Ogni Municipalità conta in media circa 91.500 residenti. La più popolosa è la Municipalità 5, che comprende Vomero e Arenella, con 106.737 abitanti; la meno popolosa è la Municipalità 1, formata da Chiaia, Posillipo e San Ferdinando, con 77.036 residenti.
La situazione politica nei municipi
Sul piano politico, nel 2021 la coalizione formata da centrosinistra e Movimento 5 Stelle conquistò tutte e dieci le Municipalità, comprese aree tradizionalmente più favorevoli al centrodestra come Chiaia-Posillipo e Secondigliano. Fu la prima volta, dalla nascita delle Municipalità nel 2005, che un’unica coalizione riuscì a governarle tutte.
Gli eletti furono Giovanna Mazzone nella Municipalità 1, Roberto Marino nella 2, Fabio Greco nella 3, Maria Caniglia nella 4, Clementina Cozzolino nella 5, Alessandro Fucito nella 6, Antonio Troiano nella 7, Nicola Nardella nell’8, Andrea Saggiomo nella 9 e Carmine Sangiovanni nella 10.
Nel 2027 il campo largo dovrà quindi difendere un risultato difficilmente migliorabile, gestendo contemporaneamente le richieste dei partiti e delle componenti civiche. Secondo le prime ricostruzioni, il Movimento 5 Stelle punta alla riconferma di Fabio Greco nella Municipalità 3 e Nicola Nardella nell’8, mentre l’area riformista sostiene la continuità di Giovanna Mazzone nella Municipalità 1.
La discussione appare più aperta nelle Municipalità 4, 5, 6, 7 e 9. Clementina Cozzolino potrebbe lasciare la presidenza della Municipalità 5 per concorrere al Consiglio comunale; nella 7 la rottura tra il presidente Antonio Troiano e il Partito Democratico rende probabile un nuovo assetto; nella 6 e nella 10 le candidature dovranno tenere conto degli equilibri interni alle diverse aree del PD. Si tratta, per ora, di trattative e indiscrezioni ancora lontane da una definizione ufficiale.
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