Elezioni Comunali Milano 2027: quando si vota, come si vota
Milano si prepara a tornare alle urne per eleggere il nuovo Sindaco, rinnovare il Consiglio comunale e scegliere i Presidenti e i Consigli dei nove Municipi. Le prossime elezioni apriranno una fase politica particolarmente importante: dopo due mandati consecutivi, Giuseppe Sala non potrà infatti ricandidarsi e la città dovrà scegliere un nuovo Sindaco per la prima volta dal 2016.
Sebbene la data ufficiale non sia ancora stata fissata, il percorso verso le amministrative è già iniziato: i partiti stanno definendo strategie e alleanze, mentre iniziano a circolare i primi nomi dei possibili candidati.
In questo articolo puoi trovare tutte le principali notizie: data del voto, situazione politica e sistema elettorale.
Elezioni Comunali Milano 2027: quando si vota?
Le prossime elezioni comunali di Milano si svolgeranno nella primavera del 2027. La data esatta sarà stabilita con il decreto di convocazione dei comizi elettorali. In base alla disciplina ordinaria, le elezioni amministrative si tengono in una domenica compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno: il primo turno delle elezioni milanesi dovrebbe quindi ricadere all’interno di questa finestra, come previsto dal D.Lgs. 267/2000 (TUEL).
Milano aveva votato il 3 e 4 ottobre 2021, durante la finestra elettorale straordinaria introdotta a causa del Covid-19. Tale posticipo ha reso necessario un adeguamento delle scadenze istituzionali e una proroga tecnica del mandato, attuato con la circolare del 6 dicembre 2024 del Ministero dell’Interno, al fine di riallineare il ciclo elettorale previsto dal TUEL e riportare progressivamente le consultazioni amministrative nel periodo ordinario.
Nel caso in cui nessun candidato Sindaco ottenga la maggioranza assoluta dei voti validi al primo turno, si tornerà alle urne per il ballottaggio, di svolgersi due settimane dopo tra i due candidati più votati.
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Chi sono i candidati?
Al momento, i principali schieramenti non hanno ancora scelto ufficialmente i propri candidati. La successione a Sala ha aperto una competizione particolarmente articolata nel centrosinistra, che governa Milano dal 2011, mentre il centrodestra sta valutando sia figure interne ai partiti sia possibili candidature provenienti dalla società civile.
Il centrosinistra
Nel centrosinistra, uno dei nomi maggiormente presenti nel dibattito è quello di Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Partito Democratico nel Consiglio regionale della Lombardia, già assessore comunale ed ex candidato alla presidenza della Regione. Majorino ha sostenuto pubblicamente la necessità di ricorrere alle primarie, senza però formalizzare finora la propria candidatura.
Una disponibilità più esplicita è arrivata da Mario Calabresi. Nel luglio 2026 il giornalista ed ex direttore di Repubblica e La Stampa ha dichiarato di stare valutando la possibilità di candidarsi, spiegando di voler contribuire al futuro della città.
Tra i profili indicati per la successione figurano anche la vicesindaca Anna Scavuzzo, considerata una possibile candidata di continuità con l’amministrazione uscente, e l’assessore al Bilancio Emmanuel Conte, che ha aperto pubblicamente alla partecipazione alle primarie. Nel confronto sono comparsi anche i nomi di Tommaso Goisis, Lorenzo Pacini e Carlotta Cossutta, espressione di sensibilità politiche e civiche differenti all’interno dell’area progressista.
Il centrodestra
Anche nel centrodestra non è ancora emerso un candidato unitario. Uno dei nomi presi maggiormente in considerazione è quello di Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati ed ex ministro, coinvolto nel confronto promosso dal presidente del Senato Ignazio La Russa insieme ad altri esponenti politici e rappresentanti della società civile milanese. La sua candidatura non ha però ottenuto, almeno per ora, il sostegno formale di tutta la coalizione.
La Lega ha invece indicato l’europarlamentare Silvia Sardone. Dopo una consultazione svolta nei gazebo del partito, Matteo Salvini ne ha rilanciato pubblicamente il nome come possibile candidata a Sindaco. Sardone ha inoltre proposto di utilizzare le primarie anche nel centrodestra per individuare lo sfidante della coalizione.
Ha annunciato la propria disponibilità anche Pietro Tatarella, già consigliere comunale di Forza Italia, che ha iniziato a costruire una proposta politica incentrata soprattutto su sicurezza, casa e quartieri. Tra i profili civici viene inoltre considerato Antonio Civita, imprenditore e fondatore di Panino Giusto.
Una candidatura autonoma potrebbe arrivare da Futuro Nazionale, il movimento guidato da Roberto Vannacci. Il 3 agosto 2026 Vannacci ha annunciato che il movimento presenterà a breve un proprio candidato per Milano, parlando di un nome importante senza però rivelarne l’identità. Fuori dalle principali coalizioni è già stata annunciata la candidatura di Massimiliano Lisa, sostenuto dalla lista Milano Libera.
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Come si vota? La legge elettorale per il comune
A Milano, al pari degli altri comuni sopra i 15mila abitanti, la disciplina di riferimento per il funzionamento delle elezioni è contenuta nel Testo Unico sugli Enti Locali (TUEL). Il meccanismo è dunque comune in tutta Italia: al primo turno il Sindaco è eletto a maggioranza assoluta dei voti validi (50%+1). Qualora nessun candidato raggiunga questa soglia, si procede a un turno di ballottaggio tra i due candidati più votati, due settimane dopo il primo voto.
Si prevede il voto disgiunto tra candidati Sindaco e liste ed è possibile esprimere una doppia preferenza (di genere alternato). In caso di elezione al primo turno, le liste a supporto del Sindaco eletto ricevono il 60% dei seggi in Consiglio comunale, fatti salvi due casi opposti:
- Le liste hanno ottenuto, nella ripartizione proporzionale, più del 60% dei seggi.
- Le liste hanno ottenuto meno del 40% dei voti. Caso molto raro, ma che si potrebbe verificare qualora ci sia una forte tendenza al voto disgiunto o voto al solo candidato Sindaco.
Anche le liste che sostengono il Sindaco eletto al secondo turno sbloccano il 60% dei seggi, con gli stessi distinguo riportati in precedenza. Esiste una soglia di sbarramento del 3% per le liste inserite in una coalizione che non abbia superato questa percentuale di voti.
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Come si vota? La legge elettorale per i municipi
Insieme al Sindaco e al Consiglio comunale, gli elettori milanesi scelgono anche il Presidente e il Consiglio del Municipio nel quale risiedono. Il Presidente viene eletto direttamente. Vince al primo turno chi ottiene la maggioranza assoluta dei voti validi. In caso contrario si svolge il ballottaggio tra i due candidati più votati.
Ogni Consiglio municipale è composto dal Presidente e da 30 consiglieri. È possibile votare il candidato Presidente, una lista collegata oppure esprimere un voto disgiunto; per il Consiglio si possono indicare fino a due preferenze, scegliendo candidati di genere diverso.
Milano è suddivisa in nove Municipi, identificati con un numero e composti da quartieri differenti: il Municipio 1 comprende il centro storico; il 2 Centrale, Gorla, Turro e Crescenzago; il 3 Città Studi e Lambrate; il 4 Porta Romana, Corvetto e Rogoredo; il 5 Vigentino, Chiaravalle e Gratosoglio; il 6 Navigli, Barona e Lorenteggio; il 7 Baggio e San Siro; l’8 Fiera, Gallaratese e Quarto Oggiaro; il 9 Isola, Niguarda, Bicocca e Affori. Ogni Municipio amministra in media oltre 155 mila abitanti, una dimensione paragonabile a quella di un capoluogo di provincia. Il più popoloso è il Municipio 8, che comprende aree come Fiera, Gallaratese, Quarto Oggiaro e Certosa, con quasi 197 mila residenti; il meno popoloso è invece il Municipio 1, corrispondente al centro storico, con poco meno di 97 mila abitanti.
La situazione politica nei municipi
Sul piano politico, nel 2021 il centrosinistra ha conquistato tutti e nove i Municipi, ribaltando il risultato del 2016, quando il centrodestra ne aveva vinti cinque. Nel 2027 dovrà quindi difendere un risultato molto ampio e, allo stesso tempo, individuare nuovi candidati almeno nei Municipi 3 e 6, dove Caterina Antola e Santo Minniti hanno già svolto due mandati consecutivi e non possono essere immediatamente rieletti. Il centrodestra proverà invece a recuperare terreno soprattutto nei Municipi 2, 4, 5, 7 e 9, amministrati dalla coalizione fino al 2021.
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