Il social media manager non esiste (più)

Il social media manager non esiste (più)

Un mondo più veloce e digitale

Il mondo negli ultimi 15 anni si è trasformato a una velocità supersonica. Il merito, per alcuni demerito, di questo cambio di passo è stato soprattutto delle tecnologie digitali e di come abbiano letteralmente conquistato le nostre vite. Pensate che la “tecnologia” aereo, per raggiungere 50 milioni di “utenti” ha impiegato 68 anni, l’automobile 62, il telefono 50 e la nostra cattiva maestra televisione 22. Le tecnologie digitali? I social network? Facebook 2 anni, Instagram uno e mezzo e Tik Tok 6 mesi. Anche se il re di questa particolare classifica è Pokémon Go: l’app che ha fatto diventare iper-pop la realtà aumentata nell’estate del 2017, ha impiegato solo 19 giorni per essere scaricata da 50 milioni di persone.

Il lavoro cambia con il ritmo delle tecnologie

Cambiamenti così significativi non potevano non avere conseguenze sul mondo del lavoro: non solo nelle modalità – non serve parlare di smart working vero? – ma anche nella nascita di nuove professioni. Come agenzia di comunicazione ne sappiamo qualcosa: la coppia dei sogni Art Director-Copywriter si è trasformata e sono sorte altre figure le cui competenze sono un tutt’uno con il mondo digitale costruito dai social network. Quando i primi di noi hanno iniziato a muoversi tra stage e tirocini ormai 6-7 anni fa, sempre più persone iniziavano a proclamarsi social media manager: gli amministratori dei social network. Facebook aveva da poco introdotto Pagine e sponsorizzazioni, si facevano i live twitting e Instagram era considerata una piattaforma vuota e vanesia. Un’era fa.

L’ascesa del social media manager

Così per qualche anno è sembrato che aziende, associazioni e istituzioni non potessero sopravvivere senza questi Don Draper digitali, che non indossavano il completo ma la divisa confort casual da startupper, che non bevevano whiskey ma chinotti artigianali, senza uffici ma con uno smartphone armato di un buon piano tariffario 3G. Cosa faceva quel social media manager? Apriva pagine e account, realizzava grafiche, gestiva le sponsorizzazioni, scriveva post, seguiva gli eventi live, caricava video su YouTube, inviava newsletter, creava siti e aggiornava blog, impostava strategie e analizzava report. Una mole di lavoro per il quale si diventava uno schiavo o, se eri abbastanza sveglio da non volerti sporcare le mani, un guru.

Il declino del social media manager (di una volta)

Oggi il mondo dei social network e del marketing digitale è molto diverso e non c’è più una figura in grado di accentrare tutte le competenze del social media manager di una volta: le piattaforme sono diventate più complesse ed è cambiata la fruizione che ne fanno utenti, l’advertising on-line è un universo altrettanto specifico e settoriale, il pubblico è ormai abituato a una qualità grafica sempre migliore. Per non parlare della fase strategica che oggi non può prescindere da una preparazione “economica” molto orientata al marketing. Se 5 anni fa per aggiornare i profili di un cliente bastava mezz’ora, oggi il processo è molto più lungo e su questo si alternano figure diverse. Contenuti e tono di voce devono essere tagliati alla perfezione per il social network che li ospiterà, Google e Facebook Ads vanno controllati maniacalmente, la resa grafica deve essere impeccabile; ma soprattutto, il cliente va dotato di una strategia che gli permetta di guadagnare dall’investimento fatto in marketing e comunicazione. Come se non bastasse la comunicazione digitale di oggi deve rispondere a una dieta estremamente variegata: 7 anni fa avevamo i link ai siti e i video su YouTube, oggi abbiamo decine di piattaforme di streaming, podcast, eventi on-line. Un amministratore di social network non basta più: servono digital strategist, SEM e SEO specialist, content manager, graphic e video designer, esperti di marketing, copywriter per non parlare di esperti di personal branding, fotografi di settore (fare una foto a un politico è diverso dal farla a un piatto di pasta no?), tecnici del suono.

Insomma, il mondo è cambiato e con lui il marketing. A noi di Ora Comunica, che siamo nati professionalmente tra post e algoritmi, non basta stare al passo, ma cerchiamo di anticiparne i futuri sconvolgimenti.

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Gian Mario Bachetti